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| Un 2009 dalla doppia personalità. Nel 2010 un Napoli con cuore e umiltà
Riparte il Napoli. Dopo pandoro, struffoli e baccalà, Mazzarri riprende la rotta. Primo obiettivo: iniziare a smaltire la settimana di libertà natalizia, che, come è giusto che sia, allenta di solito agonismi e concentrazioni di sorta.
Parte il 2010 partenopeo. Dopo un 2009 dalle 2 facce opposte: un inizio davvero deprimente con una parte centrale ancor più deludente. Poi per fortuna, l'ultimo trimestre, battezzato dall'arrivo del toscanaccio, dall'exploit del presidente che ha licenziato pubblicamente il direttore Marino, non più idoneo nelle strategie future della società, e poi Donadoni, mai padrone dello spogliatoio azzurro, benchè professionista serio e preparato.
Da quel momento, Walter Mazzarri come uomo in più. Come elemento a dimostrare che l'allenatore in certi contesti può essere determinante. Non perchè vada in campo. Ma per come prepara psicologicamente chi in campo scende per rappresentare i colri di questa città.
Il tecnico ha dato spessore al gioco, all'imprevedibilità della squadra, ma soprattutto ha restituito agli scugnizzi azzurri la convinzione nei propri mezzi, quella certezza in base a cui le imprese di Firenze, Torino, della magica notte infrasettimanale di fine ottobre al S. Paolo, risuonano ancora per l'eco dell'entusiasmo che hanno generato.
I presupposti ci sono, la base è pronta e solida per raggiungere l'Europa, ma guai a tenere bassa la guardia, guai a distrarsi o adagiarsi sulle imprese già realizzate. Nel 2010 bisogna resettare i difetti del vecchio Napoli e partire dai pregi del nuovo Napoli.
Convinzione, duttilità tattica, umiltà, cuore. Gli stessi sentimenti che connotanto i tifosi. Convinti della loro passione, duttili nella loro vita, per integrare il Napoli nelle proprie logiche e organizzazioni familiari, umili nell'animo, e sempre pronti a dare anima e cuore per stare vicini alla squadra che rappresenta il principale ed attualer veicolo di riscatto sociale in Europa |